John Carmack, uno dei massimi esperti mondiali nel campo della realtà virtuale, CTO di Oculus nonchè creatore di Doom, ha in queste ore espresso su twitter il proprio interesse a risolvere i problemi di implementazione del tracking posizionale all'interno del visore Gear VR.
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| John Carmack, CTO di Oculus |
Vi ricordo che il tracking posizionale consente di rilevare in tempo reale tutti i più piccoli movimenti della testa di chi indossa un visore VR e di riprodurli fedelmente all'interno di un ambiente virtuale.
Questa caratteristica abbatte la potenziale nausea e aumenta l'immersione all'interno delle esperienze, ma attualmente può essere implementata solo attraverso dei sensori esterni che tracciano nello spazio reale il comportamento del visore.
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| Microcamera di tracking posizionale in dotazione con il precedente Oculus Rift DK2 |
Il sensore esterno dialoga quindi con tutti i ricettori posizionati sotto la scocca in plastica del visore restituendo un risultato, in termini di immersione, davvero impeccabile.
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| Sensore di tracking posizionale in dotazione con l'ultimo Oculus Rift CV1 |
Il Gear VR non possiede attulamente tale tecnologia ed è limitato ad intercettare lo spostamento della testa di chi lo indossa limitatamente ai soli 3 assi fondamentali di rotazione. Tuttavia da oggi sappiamo che Carmack sta insistendo per trovare una soluzione a tale limite.